Farrokh Bulsara è un ragazzo originario di Zanzibar, quando ha 12 anni la sua famiglia decide di trasferirsi in Inghilterra per lavoro. Farrokh non riesce a integrarsi subito in questo nuovo ambiente, comincia a entrare in quel mondo frequentando una scuola di pianoforte, dove uscirà con il massimo livello acquisito.

Durante gli anni dell’adolescenza più avanzata, Farrokh non sa cosa fare della sua vita se non c’è musica, fa una serie di provini per entrare in alcune band debuttanti. Una sera, per caso, incontra un gruppo di giovani a cui piace suonare il rock progressive, che all’inizio non prendono seriamente la proposta di Farrokh a causa dei suoi denti, per cui si pensava parlasse scorrettamente. Brian May e Roger Taylor cambiano subito idea sentendolo cantare, capiscono di aver davanti a loro un prodigio.
Dopo aver “assunto” anche un bassista, John Deacon, Farrokh decide di cambiare nome, renderlo più accattivante e semplice da ricordare, sceglie di essere chiamato Freddie Mercury.
I primi album non vanno bene, i giovani Queen si buttano su generi che non gli appartengono. La svolta avviene nel 1975, quando viene pubblicato il disco “A night at the Opera” il pubblico si innamora della musica dei Queen. Dopo i primi successi, i Queen si impegnano a sfornarne altri, e così accadrà.
All’inizio degli anni 80′, Freddie Mercury comincia a sentirsi stretto nella band, vuole sperimentare di più, specialmente nel mondo del pop, ma per il momento preferisce adagiarsi sugli allori.

Nel 1985, dopo il famosissimo concerto del Live Aid, Freddie viene convinto dal suo produttore discografico a prendersi una pausa dalla band per produrre qualcosa soltanto di suo. I due si trasferiscono insieme a Monaco, lì la vita è fatta di festini e droga, Freddie affronta un momento di smarrimento e confusione.

Dopo circa un anno, Freddie comincia a non stare bene, si ammala facilmente e ha poche energie. Facendo degli esami del sangue scopre di avere l’AIDS, una malattia sessualmente trasmissibile che in quegli anni si era diffusa rapidamente. Non esistono cure, Freddie sa che il tempo che ha a disposizione è molto limitato. Decide allora di lasciare la vita di Monaco, la prima cosa che fa è realizzare uno dei suoi più grandi sogni: registrare un disco classico. Farà una collaborazione con Monsterrat Caballé, con la quale stringerà un forte rapporto di amicizia.
La malattia sembra essersi fermata, Freddie decide che è il momento di ricongiungersi con la sua vecchia band, i Queen. Tutto sembra tornato come prima, i membri del gruppo litigano ma producono e vendono bene.
Tuttavia, nel 1989 Freddie ricomincia a non stare bene, capisce che ormai la sua vita sta per finire. Nel 1990 fa la sua ultima apparizione in tv, dove risulta chiaramente emaciato, anche se cerca di far di tutto per non far scoprire della sua malattia, vuole vivere i suoi ultimi giorni in pace.

Freddie non smette di registrare, vuole lasciare quanto più possibile al mondo, non appena ha un momento di lucidità va in studio a registrare un pezzo. L’ultima canzone completa che è riuscito a registrare è “These are the days of our lives”, una canzone molto toccante con delle note che in qualche modo ci fanno comprendere la drammaticità della situazione di Freddie Mercury.
Freddie Mercury muore nel 1991, a 45 anni, lasciandoci un enorme patrimonio musicale di valore inestimabile, è riuscito a trasmettere la sua passione al mondo intero. Freddie Mercury è l’esempio che non è mai troppo tardi per cambiare la situazione